Appunti di progettazione post virus_4

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Pulizia Integrata

E’ appena apparsa la notizia che h&m chiuderà alcuni sui punti vendita, nonostante l’azienda abbia fatto segnare un +8% probabilmente “merito” dello shop online. Alla riapertura come saranno i negozi? Basterà davvero sentirsi sicuri di entrare in un negozio con la mascherina per essere “a norma”…davvero basterà così poco per far sentire i clienti protetti?

Io se entrassi in un negozio di vestiti con utenti alla giusta distanza, ma che stanno toccando e provando capi, non mi sentirei per nulla “al sicuro”, già avevo fastidio prima nel prendere un capo in esposizione, ora l’esposizione è davvero il peggior modo per stare poco sereni. Da professionista del settore vedo sorgere nell’aziende di pulizia, trovate di marketing volte ad offrire servizi di igenizzazione sempre più approfonditi, ma realmente avete mai visto come si pulisce un negozio? Una moquette? Pensate alla quantità di mani che toccano o che solo passano attraverso gli stendini, all’esposizione delle sneakers, pensate ai vostri piedi dentro ad una scarpa appena provata da qualcun altro…se lo immaginate, non credo comprereste! Qui non si tratta di essere di “bocca tonda”, ma di sopravvivenza.

Tutto il negozio andrà igenizzato, utilizzo tale parola poiché “sterilizzato” è impossibile, implica una pulizia così approfondita, da essere quasi una sala operatoria… alla riapertura i negozi, gli showroom, i piccoli store, gli outlet, tutti dovranno garantire alti standard di pulizia.

Sono quasi sicuro che per igenizzare si utilizzeranno delle sostanze molto più dannose e tossiche di quello che andranno a pulire, perché non ci sono protocolli e tutto sarà demandato alla buona volontà delle aziende di pulizia. Io invece parlo di “Pulizia integrata”, i nuovi store dovranno integrare apparecchiature che 24H garantiscano igenizzazione, che alla chiusura rendano il negozio ancora più “sicuro”, che non ci siano problemi nel respirare aria, che i camerini oltre che angusti, non diventino ostici.

Le suole delle scarpe dovranno essere pulite senza dover per forza camminare scalzi, ma come si fa? Ci sono le soluzioni, intanto qualcuno si è mosso: sono stato informato che alcuni store manager, presi dalla fretta di riaprire e sterilizzare tutto e tutti, avrebbero voluto irraggiare i loro dipendente con i raggi UV-C… ignoranza sul tema ce n’è! O che responsabili di settore nel manufatturiero sempre con Uv-C volevano “illuminare” la fabbrica… ebbene, noi progettisti dobbiamo contrastare queste idee malsane, anticipando questi geni, il fine non è solo rendere il negozio, che è già in crisi mistica dallo strapotere delle vendite online, “pulito, ma di renderlo funzionale alla vendita, ripensare totalmente l’esperienza di vendita al cliente finale.

Probabilmente l’esperienza di vendita classica: con commesso che serve direttamente un cliente rimarrà solo per i marchi di lusso, dove il distanziamento sociale non è un problema, dove ci sono ampi margini, ma per la maggioranza gli store dovranno essere un tramite tra vendita online e possibilità di toccare il prodotto, diventando così un’esperienza integrata tra la riservatezza e la calma tipici dell’online, con la possibilità di approfondire ed arrivare a tutti standard del negozio “vecchia maniera”.